Il rientro dalle vacanze ha qualcosa di paradossale.
A volte torniamo dalle ferie con la sensazione di aver ricaricato le batterie… eppure, dopo poche settimane, ci chiediamo già dove sia finita tutta quell’energia.
Il lavoro riprende il suo ritmo, le agende si riempiono, le attività ricominciano, gli appuntamenti si accumulano e le giornate sembrano di nuovo troppo corte.
E in tutto questo, spesso c’è una persona che dimentichiamo: noi stessi.
Eppure, prendersi cura di sé non è un lusso da concedersi solo quando tutto il resto è stato fatto.
È esattamente il contrario.
Perché il rientro può essere stressante?
Lo stress è una reazione normale del nostro organismo di fronte a una situazione difficile o impegnativa.
In piccole dosi, può persino essere utile: ci aiuta a reagire e ad adattarci.
Il problema si presenta soprattutto quando diventa onnipresente.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo stress può manifestarsi, tra le altre cose, con difficoltà a rilassarsi o a concentrarsi, irritabilità, disturbi del sonno, mal di testa, tensioni muscolari o disturbi digestivi.
La buona notizia è che piccole abitudini quotidiane possono aiutarci a gestirlo meglio.
Non c’è bisogno di rivoluzionare la propria vita.
1. Smettere di voler affrontare il rientro alla perfezione
Nuova organizzazione.
Ripresa dell’attività fisica.
Pasti perfettamente equilibrati.
Casa in ordine.
Routine di bellezza impeccabile.
Sonno perfetto.
E perché non iniziare anche a meditare tutte le mattine?
Il problema non è voler prendersi cura di sé.
È trasformare il self-care in una nuova lista di obblighi.
Questo rientro, provate piuttosto a chiedervi:
«Che cosa mi farebbe davvero bene in questo momento?»
La risposta potrebbe essere semplicemente dormire un po’ di più.
2. Rimettere un po’ di movimento nelle proprie giornate
Muoversi non significa necessariamente riprendere ad allenarsi cinque volte a settimana.
Anche una passeggiata conta.
L’OMS ricorda che ogni forma di attività fisica è importante e che il movimento regolare apporta benefici sia al corpo sia alla mente.
Iniziate quindi da dove siete.
Dieci minuti di camminata dopo pranzo possono già diventare il vostro nuovo appuntamento quotidiano.
3. Creare delle vere pause
A volte confondiamo una pausa con un semplice cambio di schermo.
Chiudere il computer per guardare il telefono non offre necessariamente al cervello quel momento di respiro di cui aveva bisogno.
Provate invece a:
- uscire per qualche minuto;
- respirare profondamente;
- bere qualcosa con calma;
- fare una passeggiata;
- oppure semplicemente… non fare nulla per cinque minuti.
Sembra quasi troppo semplice.
Eppure, quand’è stata l’ultima volta che vi siete concessi un momento del genere?
4. Proteggere il proprio sonno
Il sonno è parte integrante del self-care.
L’OMS raccomanda, tra le altre cose, di mantenere orari relativamente regolari e di evitare i dispositivi elettronici prima di andare a dormire quando si cerca di gestire meglio lo stress.
Piuttosto che puntare subito a una routine perfetta, scegliete un piccolo cambiamento.
Per esempio: 30 minuti senza telefono prima di andare a dormire.
Provate per una settimana e osservate semplicemente come vi sentite.
5. Sostenere la propria quotidianità, senza cercare soluzioni miracolose
L’alimentazione, il sonno, il movimento e i momenti di recupero rimangono le basi.
Anche alcuni micronutrienti possono contribuire al normale funzionamento dell’organismo.
È in quest’ottica che, personalmente, integro le CAPS moodoo di RINGANA in un approccio al benessere molto più ampio.
L’idea non è mai quella di sostituire il riposo o di far scomparire magicamente lo stress.
Si tratta piuttosto di accompagnare una routine in cui iniziamo già a prenderci maggiormente cura di noi stessi.
Il self-care non deve essere qualcosa di straordinario
È probabilmente questo il messaggio che vorrei lasciarvi alla fine di questo articolo.
Prendersi cura di sé può significare:
fare una passeggiata;
andare a dormire un po’ prima;
mangiare con calma;
trascorrere dieci minuti senza telefono;
oppure dire di no a qualcosa quando la nostra agenda è già piena.
L’OMS include proprio tra le pratiche di self-care aspetti fondamentali come un’alimentazione sana, l’attività fisica, un sonno sufficiente e le relazioni con gli altri.
In fondo, il self-care forse comincia ben prima della maschera viso e della candela profumata.
Comincia quando torniamo ad ascoltare i nostri bisogni.
E se continuassimo insieme?
Due volte al mese, condivido nella mia newsletter consigli dedicati al benessere, alla pelle, all’energia e al self-care, con informazioni basate su fonti affidabili e, soprattutto, abitudini davvero applicabili nella vita quotidiana.
Perché prendersi cura di sé non dovrebbe mai diventare un’ulteriore fonte di stress.

