Buoni propositi alternativi

Andare a correre tutti i giorni, non accendere mai la televisione, scalare l’Everest… Quante cose impossibili avete messo nella vostra lista di buoni propositi? Tutti nella vita abbiamo compilato almeno una lista, che già il 16 gennaio sapevamo non essere realizzabile. Ci fissiamo tutti questi obiettivi irraggiungibili e poi restiamo delusi quando non riusciamo a rispettarli. Dobbiamo imparare ad essere un po’ più indulgenti con noi stessi. Quindi quest’anno ho pensato di fare una lista un po’ diversa, il cui obiettivo non è rivoluzionare la vita, ma viverla tutti i giorni con un po’ più di serenità.

Il buon proposito che ho messo in cima alla lista quest’anno è proprio il concedermi di sbagliare. Se ogni tanto ho bisogno di una pausa, è giusto che sia in grado di prendermela senza sentirmi in colpa; se il risultato di qualcosa non è esattamente quello che mi ero prefissata va bene lo stesso, ci sono delle casualità che sfuggono al nostro controllo e dobbiamo iniziare ad accettarlo. Forse sarà il più difficile da rispettare, ma sicuramente aiuterà ad evitare molti momenti di ansia ingiustificata

Poi vorrei circondarmi, quando posso, solo di persone che mi fanno stare bene. A volte guardare il mondo con positività non è semplice, ma se intorno a noi abbiamo persone positive credo che diventerà più facile. Il buon umore è contagioso, provare per credere. Sempre per questo motivo è meglio non spendere le proprie energie in rapporti che stancano e basta, senza dare nulla in cambio. Le nostre energie sono preziose, meglio non sprecarle. 

Sempre parlando di energie, vale davvero la pena combattere per tutto? Quante volte capita di ritrovarsi nel mezzo di una discussione senza sapere come abbiamo fatto ad entrarci e senza vedere alcuna via di uscita? Valutiamo sempre chi ci sta davanti, se quello di cui stiamo discutendo è qualcosa che gli interessa davvero, se ci sta ascoltando o ha colto solo l’occasione per sfogarsi. Alcuni conflitti sono persi in partenza, a non combatterli ci guadagniamo tutti. 

Mettiamo anche qualcosa di folle in lista però, qualcosa di bellissimo che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare. Tipo fare un giro in mongolfiera, buttarsi con il paracadute o andare in Giappone durante la fioritura dei ciliegi. Il 2020 potrebbe essere l’occasione per fare anche una di queste cose. 

 

Sviluppare l’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva è quella capacità che permette di riconoscere le emozioni di chi ci sta davanti. Ognuno di noi ha delle competenze minime in questo ambito, ma come c’è chi ha una maggiore predisposizione per la musica, chi per la logica, c’è chi ha maggiori capacità nell’ambito emotivo. Questa qualità è molto importante per instaurare rapporti e relazionarci agli altri. 

 

È stata teorizzata per la prima volta dallo studioso Wayne Payne in una tesi di dottorato, ma ha raggiunto la “popolarità” solo 10 anni più tardi negli anni ‘90 grazie allo psicologo e giornalista Daniel Goleman.

 

L’intelligenza emotiva si mostra attraverso diverse abilità strettamente legate l’una all’altra. Prima di tutto permette di percepire sia le nostre emozioni che quelle degli altri, osservando le espressioni del volto, ascoltato il timbro della voce e i gesti. Se siamo in grado di comprendere le emozioni e dargli un nome specifico, riusciamo con maggiore facilità anche a seguirne l’evoluzione nel tempo e le variazioni, così da poterle anche gestire e utilizzarle in modo che non diventino un ostacolo, ma una risorsa. L’intelligenza emotiva infatti permette di avere una profonda consapevolezza di sé e delle proprie emozioni e ci aiuta a mettere in conto anche questi fattori quando prendiamo una decisione o programmiamo qualcosa. 

 

Come tutte le capacità anche l’intelligenza emotiva può essere sviluppata e allenata. Un buon esercizio per iniziare è ridere di sé, non prendersi troppo sul serio, questo ci aiuta a gestire anche con maggiore facilità le emozioni negative, anche la meditazione aiuta molto in questo senso, tutto ciò che ci permette di ascoltare noi stessi e le nostre emozioni insomma. 

 

Una componente fondamentale dell’intelligenza emotiva è l’empatia, per stimolarla è sempre importante approcciarsi agli altri con una mentalità aperta e in modo disponibile, cercando di capire in quel momento preciso cosa stia provando senza lasciarci influenzare dai nostri preconcetti, possiamo farlo chiedendoci il perché dietro alle emozioni e i comportamenti degli altri. 

Per fare questo però dobbiamo prima di ogni altra cosa ampliare il nostro linguaggio emotivo, cercare di andare oltre al “sono triste” o “sono felice”. Lo spettro emotivo di ognuno di noi è molto ampio ed utilizzarne anche il linguaggio correttamente ci aiuta a mettere più a fuoco in cosa consiste la nostra emozione in quel momento. 

Dormire è un toccasana!

I processi del nostro corpo non si fermano mai. Anche nei momenti che a noi sembrano di totale inattività, l’organismo sta portando a termine qualcosa di fondamentale per il nostro benessere. 

Quando ci corichiamo a letto ad esempio, ci sembra di dover mettere tutto in pausa ed effettivamente non riusciamo a prendere sonno senza liberare la mente dai pensieri.  In realtà quando ci mettiamo a dormire il nostro organismo ha finalmente il via libera per fare un sacco di cose che durante il giorno non può fare. Noi andiamo in risparmio energetico e lui può reindirizzare le sue capacità verso attività importanti, che richiedono maggiore  calma. 

 

Il riposo è infatti il momento in cui l’attività metabolica rallenta e vengono raccolte tutte le tossine prodotte durante la fase di veglia, che passano poi al fegato per essere smaltite. È anche il periodo in cui le cellule si rigenerano riparando ad esempio le microlesioni dei tessuti. Le fibre nervose del nostro corpo sono protette da una sostanza chiamata mielina, che funziona come isolante e permette la giusta diffusione degli stimoli nervosi. Indovinate quando viene prodotta? 

 

Durante la veglia siamo sottoposti a moltissimi impulsi, immagazziniamo tutto quello che vediamo, ascoltiamo, assaggiamo  e tocchiamo senza un vero ordine, ma durante il periodo di riposo il nostro cervello prende tutti questi ricordi, li smista e li trasforma in memoria

 

Il sonno notturno è un ciclo composto da più parti che si susseguono con durata differente. La prima fase è la più leggera, il corpo inizia a rilassarsi ma si sveglia facilmente al minimo stimolo. Nella seconda fase il sonno è ancora leggero, ma il metabolismo inizia a rallentare e la temperatura corporea a scendere. Nella due fasi successive rallenta tutto ed è quando l’organismo inizia a rigenerarsi. L’ultima  fase è quella rem, in cui l’attività cerebrale si fa più intensa ed è il momento in cui iniziamo a sognare. 

 

Dormire tra le 6 e le 8 ore al giorno è un vero toccasana: migliora il funzionamento cognitivo ed è un modo semplice ed efficace per mantenere l’attenzione, ridurre lo stress e l’ansia. 

Ma mettere la mente in standby per un po’ non è sempre così facile: sembra infatti che tutto ci torni in mente proprio nel momento in cui tocchiamo il cuscino con la testa. Per fortuna Ringana ha pensato ad un prodotto del  tutto naturale per aiutarci in questi momenti. Il drink RINGANAisi__ aiuta a rilassarsi e favorisce un sonno ristoratore. Al suo interno ha diversi estratti dal potere calmante, come ad esempio il frutto della passione che rilassa il corpo o l’estratto di amarena che contiene melatonina. Basta berne uno al giorno diluito nell’acqua: i benefici si percepiscono subito. 

Le capacità della musica

Sfogliando la libreria musicale di ognuno di noi è facile trovare la playlist dedicata ai momenti di concentrazione, quella per rilassarsi, quella con le canzoni da cantare a squarciagola in macchina e quella per quando sentiamo la necessità di stare soli per un po’. 

 

La musica ha delle capacità straordinarie, riesce a farci sentire al sicuro e ci aiuta ad elaborare le emozioni. Non è una novità, tutti abbiamo sentito i benefici della musica sulla nostra pelle. In particolare, nei momenti di grande stress diventa un rifugio per schiarire la mente e distendere le tensioni.  

 

Forse invece non sapevate che non si tratta solo di sensazioni, ma di realtà. Ascoltare musica stimola il nostro cervello provocando la produzione di dopamina e di endorfine, ormoni che ci fanno provare subito benessere e piacere; inibisce inoltre la produzione del cortisolo, l’ormone dello stress; aiuta a regolare il battito cardiaco, la pressione sanguigna e la respirazione; riduce le sensazioni di stanchezza e di ansia. Non è un caso che venga spesso utilizzata nella terapia di  molti disagi psichici. 

 

La musica ha indubbiamente una grande componente emotiva, è questo che ce la fa amare tanto. È un modo per entrare in contatto con la nostra interiorità, la nostra canzone preferita tocca corde profonde dentro di noi, facendo riemergere emozioni che non pensavamo neppure di poter provare. A chi non è mai capitato di premere play su una vecchia canzone e trovarsi catapultato dieci anni nel passato? La musica si ancora facilmente ai momenti della vita e diventa custode di tanti ricordi. 

 

I benefici anche per i bambini sono vastissimi. Ascoltare musica fin dalla pancia aiuta a rasserenare il feto e a rafforzare il legame psicologico tra mamma e figlio. Cantare, ascoltare o suonare aiuta i bambini a sviluppare e attivare i due emisferi del cervello. La parte destra è il cervello più “emotivo”, elabora le emozioni e le sensazioni, coglie il timbro e la melodia della musica. L’emisfero sinistro è invece quello più “logico” e si concentra sul ritmo e sull’altezza dei suoni. Ascoltare musica diventa così la perfetta ginnastica per la mente dei bambini, aiutandoli a sviluppare anche le competenze analitiche, matematiche e linguistiche. Suonare uno strumento e studiare musica li aiuta a dominare le emozioni, allenare la concentrazione e l’autocontrollo. 

 

Insomma alziamo il volume e riempiamo ogni stanza di musica, ci farà solo che bene!

Le idee di benessere per settembre

Con settembre può dirsi ricominciata la stagione del prendersi cura di sé. Dopo le vacanze, durante le quali ci importava solo di rilassarci e godere del momento, ora ritorniamo alla vita di tutti i giorni, tra incombenze e routine. Quale occasione migliore se non questa, allora, per inserire nella nostra giornata del tempo solo per noi stesse?

Con settembre inizia un periodo di transizione, che dalla stagione calda si farà più fresca, senza il caldo soffocante con cui l’unica cosa che vogliamo fare è restare sul divano. Prendersi del tempo per sé stesse richiede lo stesso impegno e costanza che ci mettiamo nel fare altre cose al di fuori di noi, e sicuramente la temperatura gradevole aiuta.

Uno dei più piccoli gesti da fare, e che sembra banale (ma non lo è assolutamente), è quello di… andare a letto presto. Dormire è fondamentale per vivere appieno il giorno successivo e come fonte di rigenerazione cellulare. Non solo dormire, ma cerchiamo di utilizzare i momenti utili per riposare: leggere prima di addormentarsi, ascoltare della musica tranquilla, fare un bagno caldo rilassante, meditare. Sono tutti accorgimenti che poco alla volta serviranno a farci vivere meglio.

Come punto di partenza mi sembra chiaro, staccare la spina è necessario e ci fa bene. La seconda cosa è mangiare bene. Facciamo attenzione a quello che mangiamo, non solo leggere le etichette mentre facciamo la spesa, ma dosare sapientemente i carboidrati, sostituirli con le verdure e le proteine, alternare e variare il più possibile nel corso della settimana. Mangiare bene ci permette di avere più energia, di sentirci più leggere, di affrontare il mondo in tutt’altro modo.

Poi viene tutto il resto, dal prendersi due ore nella pausa pranzo e passarle dal parrucchiere per una spuntatina e la piega, andare a fare una corsetta dopo lavoro o passare del tempo prima di cena facendo una sauna. La cosa importante che ci dobbiamo ricordare è: mai rimandare. Non pensare che se non lo faccio oggi posso farlo domani, perché così rischiamo di entrare in un circolo vizioso di cose lasciate a metà. Non dobbiamo metterci in secondo piano rispetto alle richieste degli altri, trattiamo i nostri stessi bisogni come se fossero quelli di un nostro cliente abituale con il quale abbiamo dei buoni rapporti di fiducia. Non ci penseremmo mai di trascurarlo! Mettersi in gioco per noi stessi con altrettanta buona volontà e determinazione, ci ripagherà di tutti gli sforzi fatti.

Provare per credere!